già le undici?

il tempo passa in fretta se ti tieni impegnato a fare le faccende di casa. anche se sono in ferie e il senso dell’orologio è diminuito drasticamente, non riesco a rinunciare a dare almeno una spazzata in casa e a mettere a posto in giro.

non sono un maniaco dell’ordine e della pulizia, ma ho piacere che le cose siano al loro posto. il concetto di casa minimalista si basa anche sul cardine del “meno in vista meglio è”. per cui, tutto nei cassetti e via.

mentre c’ero ho sbrinato il congelatore, che è piccolo e contiene il giusto per non dover sempre scendere a comprare sul momento. se lo avessi più grande ci metterei dentro ancora più cibo. non oso pensare se avessi a disposizione un congelatore tipo ristorante: mi lancerei nei quarti di bue appesi.

come sto? mi chiedo. bene, riposato di testa, serene e non in ansia. per essere il terzo agosto che passo in città direi che sta andando al meglio. ieri sera sono andato a cena in piazza vittorio. l’atmosfera della piazza è sempre magica: tramonto sul po, arietta che sapeva di acqua, gente in giro e tavoli pieni. tavoli pieni? si, tavoli pieni. se fossi arrivato mezz’ora dopo avrei dovuto fare la fila.

chiude ghigo (quattro settimane pensa te) e non chiudono i kebabbari. i casi sono due: o ghigo ha soldi a palate e si permette una chiusura lunga; oppure se ne fotte e lascia che per un mese gli altri locali se la godano.

 

buongiorno