Lunatici

Sabato sera in piazza d’armi. Di fianco al ballo al palchetto suona una cover band dei Pink Floyd. Fa caldo e c’è afa. Un breve temporale rende l’aria liquida.

Sul palco tutto è pronto. Gli spettatori attendono sventagliandosi nella speranza di ridurre il caldo. Invano.

Le prime note ruvide di the wall segnano l’inizio del concerto. Wow che chitarra mi dico. Distorsioni e note acute si inseguono come uno sciame di api.

I brani filano via secondo la storia segnata dai vari dischi dei Pink Floyd: time, money, echoes, another brick in the wall…

Come da copione il bis è comfortably numb, piccolo capolavoro che chiude the wall e sancisce la fine del gruppo con waters.

Una signora non più giovane si alza in piedi a fatica, sorretta dal marito, e inizia a battere le mani a tempo. La guardo e sorrido. È il miracolo della serata.

E comfortably numb sia

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Fino a domani niente afa