in diretta dalla scrivania

nel mio ufficio il concetto di “data di scadenza” è molto flessibile. se guardi una tolla di piselli puoi leggere che la data ultima per la sua fruizione è il 13 dicembre 2019. è scritto con l’inchiostro e a meno che tu non sia un deficiente che la cancelli con il pennarello, la data è sempre li a ricordarti: ehi, guarda che tra pochi mesi scado e non puoi mangiare i piselli.

più chiaro di così…

nel mio mondo lavorativo, invece, è tutto curvo o come direbbe paola “è tutto storto”. si, perchè un giorno si lavora con scadenza a una settimana. il giorno dopo esce quella testa di cazzo del venditore dal suo cubicolo e ridendo dice: l’offerta deve essere pronta per domani. poi, il giorno della consegna, dopo che ti sei fatto il culo, scopri che era solo una data cautelativa e che al cliente non serviva tutto il plico così in fretta.

in questo ambiente così fatto a cavatappi è difficile rimanere sereni, come quando ad esempio, a cinque minuti dall’uscita il server si blocca e perdi i file del giorno. ma non c’è problema, ti dicono, c’è il backup. picio, rispondo io: il backup lo fanno di notte una volta al giorno per cui perdi sempre il lavoro quotidiano.

a volte spero che non ci sia un backup per certa gente: non sopporterei l’idea di incontrarli di nuovo in un altra vita

buongiorno