buongiorno

il futuro è ora

mi guardo allo specchio ogni mattina e mi domando: chi sto diventando?

non sono interessato a chi ero ma a chi sarò domani. il passato lo lascio indietro, a distanza di sicurezza. ogni volta che ci ritorno mi trovo in difficoltà.

perchè mi faccio questa domanda ogni giorno? sento che negli ultimi mesi ho iniziato un cammino interiore nuovo, figlio delle esperienze recenti e padre dei cambiamenti che verranno.

lo avevo previsto, conoscendomi, e a qualcuno avevo fatto una facile previsione: vedrai che cambierò e mi allontanerò alla ricerca di un equilibrio che mi faccia stare meglio. il prezzo? lo sto scoprendo adesso.

pago volentieri l’essermi distaccato dalla mia istintiva tendenza ad aiutare le persone e a rendermi disponibile ad oltranza. l’essere accettato non mi interessa più. per farlo ho cambiato la mia natura e mi sono solo fatto del male da solo.

pago anche l’accettare i miei difetti e non fare più nulla per migliorarmi. sono fatto così. punto. non credo nella ricerca dell’eccezione e nell’essere il migliore. faccio quello che posso e se sbaglio non mi colpevolizzo più.

pago la ricerca dell’essere solitario ad oltranza; del muovermi per le strade del centro senza badare a nessuno; del chiudermi in arcadia e ascoltare musica mentre mi rollo le sigarette; del mutare il telefonino così da non avere rotture di coglioni.

eultimamente si è aggiunta la sensazione di indifferenza e anti-empatia con ciò che mi circonda. ogni fatto o avvenimento che non mi interessi mi lascia impassibile. se perdo un’amicizia non ci piango sopra. se una persona c’è va bene e se non c’è non mi chiedo perchè. se si intavola una discussione con una persona che vuole imporre il suo punto di vista lascio stare.

oggi, chi vuole fare parte della mia vita deve aprire tante porte e non fermarsi al primo intoppo. chi non ci sta ha solo da stare fuori, che si sta bene lo stesso

 

mai pensare in positivo

venerdi pomeriggio è tutto pronto: l’arrivo di briciola mi ha messo una bella allegria addosso che ho trasformato in energia e voglia di fare. passo a prendere la lettiera provvisoria da mia mamma e mi dirigo verso casa quando mi squilla il telefono. è la gattara. lungo la colonna vertebrale sento correre un brivido gelido: è la punta del dito adunco della sfiga che si fa sentire.

mi dice che le dispiace tanto ma che non è riuscita a mettere briciola nel trasportino e non se l”è sentita di forzare la micia ad entrare. per cui l’arrivo di briciola è rimandato. quando? chiedo. restiamo d’accordo per venerdi prossimo.

il gelo dentro di me cresce rapido. la delusione lo raggiunge e lo supera. biascico un paio di frasi di circostanza, ringrazio per essere stato avvertito e chiudo la comunicazione. arrivo a casa, metto tutto nello sgabuzzino e mi chiudo dentro, fisicamente che emotivamente.

non sono uscito di casa fino a ieri mattina, per andare ad allenarmi. ho passato ore ed ore sul sofà, molle e privo di forze. solo la testa girava a mille, piena di pensieri negativi arroventati dal rancore che ho provato contro il destino. insomma, cosa ci voleva a mettere briciola in macchina?

è stata la gattara a spiegarmi in un messaggio successivo a spiegare l’accaduto, facendo mea culpa per la sua irruenza che ha spaventato la gatta. ormai avevo sbollito la delusione ma ho apprezzato.

aspettiamo venerdi