outing

mentre ieri mattina correvo sotto la pioggia e stavo attento a non inciampare o scivolare lungo le strade bagnate, mi è venuto in mente un episodio della mia giovane adolescenza.

ero in montagna a sciare al genevris, una frazione di salice d’ulzio. era domenica mattina, la classica gita dello sci club. nevicava e c’era nebbia: le condizioni peggiori che si possono incontrare su di una pista di sci. arrivati sul pianoro delle partenze dei vari skilift, provo a mettermi gli sci ma gli attacchi non si muovono. mio padre si avvicina e con brusca urgenza, perchè lui era già pronto per partire, cerca di aiutarmi. niente da fare: lo scarpone non aveva l’intenzione di scendere. provo un’altra volta ma non c’è niente da fare. allora, mio padre, toglie bruscamente lo sci da sotto il mio piede e lo solleva. con un gesto rapido chiude l’attacco e lo fa vedere ai suoi amici e colleghi dicendo a voce alta che non ero capace di chiuderlo da solo. mi sono sentito una merda e mi sarei messo a piangere dalla rabbia mista alla vergogna se solo non avessi avuto paura della reazione di mio padre. mai madre, in disparte, non diceva nulla, impaurita dalla rabbia di mio padre. ricordo che un collega si avvicinò e con calma mi aiutò a infilare gli sci. a quel punto potevamo tutti quanti iniziare a sciare.

ripensare a quel momento mi ha fatto riprovare le stesse sensazioni, che in parte provo adesso che scrivo. sento un calore diffuso dentro di me che parte dal petto; il battito cardiaco accelerato; un peso sullo sterno; formicolio alle mani. per non dire del senso di colpa di aver sbagliato e di essere nel torto.

questo è solo uno dei tanti episodi che hanno contraddistinto la mia giovinezza ed educazione. sono sicuro che ancora oggi ne subisco le conseguenze: quando subisco una critica, giusta o sbagliata che sia, non replico  perchè mi blocco, affogato da quelle sensazione che ho descritto sopra. mi blocco anche perchè la reazione istintiva è di stare zitto, in quanto replicare non era possibile. l’unica volta che l’ho fatto mio padre non ha voluto mangiare a tavola con me per un anno. prima mangiavo io e poi il resto della famiglia.

 

 

buongiorno