Il commissario Rimoldi e le anatre

Quando Rimoldi e Tedeschi arrivarono sul luogo del rinvenimento de cadavere, sotto il ponte dei murazzi. non trovarono più i segno che la polizia scientifica aveva lasciato dopo i riscontri. Il terreno era stato smosso e calpestato: si vedevano varie impronte e i resti di un bivacco.
“Di sicuro sarà stato qualche senza tetto in cerca di riparo” disse Rimoldi. Tedeschi annuì come sua abitudine e continuò a guardare il fiume.
“Commissario, cosa cerchiamo?”
“Non lo so di preciso. Quando lo troveremo lo sapremo.”
A Tedeschi come risposta era più che sufficiente. La sua natura venata di ritrosia lo portava a non farsi troppe domande. Riteneva che a volte è meglio non pensare e lasciare che fossero gli altri a farlo per lui. Il suo ruolo di appuntato gli piaceva e lo faceva sentire al suo posto.
Si inginocchiò sull’argine e allungò la mano verso la coppia di anatre che nuotavano pigre.
“Commissario, ha delle mollica?”
Rimoldi si voltò. “Tedeschi, come fai a pensare che ho del pane con me?”
“Mi scusi commissario. Volevo darlo alle anatre.”
“Quello lascialo fare ai bambini e alle vecchiette. Continua a cercare!”
“Signorsi” rispose tedeschi rimettendosi in piedi.
Si allontanò dall’argine e da Rimoldi, che era in evidente stato di frustrazione. Vide un cumulo di rifiuti alla sua sinistra e si mosse in quella direzione. aiutandosi con un bastone spostò carte e lattine in cerca di chissà cosa. Vide una mezza pagnotta ammuffita e la raccolse.
Con Rimoldi che gli dava le spalle, si avvicinò di nuovo all’argine e cominciò a gettare pezzetti di pane nell’acqua. in un attimo una decina di anatre si fece avanti disputandosi il tesoro che avevano appena scoperto.
Rimoldi sentì le anatre battibeccare e si voltò di scatto.
“Cazzo, Tedeschi ti avevo detto di continuare a cercare e di non dare da mangiare alle anatre.”
Tedeschi non rispose nè si mosse. Guardava nell’acqua, fisso.
“Commissario, venga a vedere.”
Rimoldi si avvicinò e si mise al fianco di Tedeschi che nel frattempo si era inginocchiato.
“Guardi lì. secondo lei che cosa è?”
Sotto i loro piedi, nascosto dall’argine, c’era n nido a pelo d’acqua c’era un sacchetto di plastica. Le anatre nella loro frenesia avevano smosso l’acqua stagnante e il sacchetto in qualche modo si era liberato.
Al suo interno si intuiva la forma di una bottiglietta o di un contenitore di vetro.
Tedeschi gettò il resto del pane lontano in modo da allontanare le anatre e usando il bastone con cui aveva cercato nei rifiuti agganciò il sacchetto e lo lasciò a terra. Con attenzione ne aprì i lembi fradici e prese con attenzione la bottiglietta di vetro. La passò a Rimoldi che la osservò sollevandola alla luce.
Era il tipico botticino di vetro per medicinali, era sigillato con un tappino di gomma. Rimoldi lo rigirò tra le dita e guardò meglio. al suo interno sembrava ci fosse del liquido, una goccia infinitesimale.
“Forse è nulla o forse se no. Andiamo in questura.”
Con tedeschi ritornarono alla macchina. Rimoldi prese il telefono e diede disposizioni perchè il laboratorio di analisi si organizzasse per analizzare la bottiglietta.
Tedeschi partì sgommando in direzione centro. Rimoldi guardava il fiume dal finestrino. Dentro di sé covava la speranza di aver trovato qualcosa di interessante. Non osava penare all’ennesimo buco nell’acqua.

i wish

vorrei essere come neil young che canta “like an hurricane”

vorrei essere come robert plant mentre canta “dazed and confused”

vorrei essere come jim morrison che canta “love me two times”

vorrei essere come stevie wonder che canta “you are the sunshine”

vorrei essere come elvis che canta “love me tender”

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vorrei essere come david bowir che canta “blue jean”

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