Questo non potevo non pubblicarlo

Pennello aereo

Sembra che qualcuno abbia dipinto il cielo

la papessa

ci si chiede spesso come mai un giorno va bene e un giorno va meno bene. se avessi mo le risposte saremmo già dall’altra parte dell’universo.
la domenica pomeriggio è sempre un macigno contro il quale combattere. questa volta ci si è messo pure il vento che dalla val di susa ha portato il mal di testa e il nervosismo. stamattina si sente odore di bruciato perchè ieri pomeriggio sono scoppiati due incendi in valle.
dicevo, domenica pomeriggio. dopo la pennica decido di uscire e vado dall’altra parte di torino a vedere la mostra sui tarocchi, le carte usate per leggere il futuro da parte dei chiromanti. guidare con il mal di testa non è il massimo. la luce mi da fastidio e il vento solleva le foglie secche. se tengo aperti i finestrini entra solo polvere. che palle.
intanto la mente vaga e ripercorre i sentieri del passato che si radica peggio dell’edera rampicante. è tutto un ribollire di sensazioni perdute unite alla malinconia del momento.

la papessamentre penso arrivo alla fondazione dove si tiene la mostra. entro e alla cassa mi fanno estrarre una carta: la papessa (saggezza e conoscenza). magari, mi dico. procedo con la mostra e imparo che le carte dei tarocchi sono nate in italia nel 1400, si sono diffuse in francia e in inghilterra e che le carte che usiamo a scopa sono le loro dirette discendenti.
torno a casa con la voglia di starmene sul sofà a riscaldarmi. così faccio e nel frattempo guardo la juve che a udine ne infila sei. cerco di non pensare. qualcuno, paola, se ne accorge e mi sollecita a uscire dal torpore. uscirò, più tardi, quando mi sarò cucinato uova e patate.
la domenica finisce con la visione di un cartone animato di dr. strange. giusto per arrivare all’inizio del sonno e scivolare nel letto.

dormirò tutta la notte, senza sognare e senza sveglia, che mi sono dimenticato di puntare. sarà il barista a svegliarmi tirando su la serranda alle sei e mezza.