mentre la torta cuoce in forno

la domenica di un weekend lungo è come un giorno aggiunto. il senso del tempo si sballa e ti ritrovi a vivere questo giorno aggiuntivo, come un regalo che ti viene dato senza sapere il perchè.

la mattina è dedicata all’allenamento. corro da solo perchè i leprotti sono via. vado in riva al po e corro, corro fino a quando ho raggiunto i sedici chilometri che volevo fare. guardo gli altri runner che con me percorrono  viali del valentino, le famiglie cheIMG_E7743.JPGpasseggiano portando a spasso i figli, i ciclisti che mi superano e che mando a fanculo. troppo facile andare in bicicletta. ma non ce l’ho con loro: è la fatica he mi fa parlare. tutte le volte che corro mi chiedo perchè lo faccio. risposta: non lo so. parto e basta. solitario e immerso nei miei pensieri. un lungo colloquio con me stesso che mi porta alla macchina e alla fine della corsa.

so già cosa farò nel pomeriggio: mostra fotografica e caffè con panna in via po nel bar che la fa più buona in tutta torino. ci sarà tanta gente in giro e per una volta voglio essere IMG_E7746.jpgin mezzo a loro, sentire la folla che parla, che mi urta, che occupa il mio cammino. prima la mostra, interessante, poi i portici dove cammino piano, flemmatico. mi estranio un attimo e vedo una coppia che si abbraccia e si bacia. guardarli non fa poi tanto male. bene, sto guardando e so di essere sulla strada giusta.

il caffè mantiene le sue promesse e mi siedo su una panchina a fumare. il sole illumina la piazza e i dehor sono pieni. questo mese di ottobre che sembra giugno sta cambiando tutti i ritmi. fa caldo, eccome. il giubbotto l’ho preso solo per abitudine e se ne sta piegato a palla nello zainetto.

IMG_7747.jpgmi alzo e mi stiracchio. sento che ho voglia di rientrare in arcadia e fare una torta. tenterò un esperimento che se sarà positivo mi gratificherà in pieno. altrimenti… farò colazione al mattino con un esperimento non riuscito.  passo da piazza carlo alberto a vedere una serie di progetti abitativi futuristici esposti. in questa piazza ha sede la biblioteca centrale di torino il cui portone riluce di luce propria. a guardarlo si torna indietro nel passato, i fasti dell’epoca dei savoia. non sono monarchico né rivolto al passato, ma questo edificio mi è sempre piaciuto e sapere che contiene il sapere di secoli e secoli mi da brividi di piacere. i si potrebbe ambientare un film tratto da un romanzo di zafon o di umberto eco

così torno a casa, e mi metto all’opera.  i pensieri torneranno, il passato allungherà le sue grinfie su di me come accade ogni giorno. lo accetto e lo lascio fare perchè resistere è impossibile. posso solo dedicare me stesso a me stesso e lasciare uscire la mia vena solitaria. cibo, mostre, corsa, musica, libri, film, telefilm, chat, blog gli ingredienti di questa insalata mista che è diventata la mia vita.