numero privato

ci risiamo. oggi ho ricevuto tre telefonate da un numero privato. ho subito pensato che sia l’anonimo che questa estate mi disse che mio figlio non è mio figlio. non ho risposto e attendo di vedere se le telefonate continueranno. ora sono pronto e non mi prenderà più di sorpresa, ammesso che sia lui.
mi sono concesso un bel bagno caldo nella vasca, con un bagnoschiuma al tè verde. miles davis come colonna sonora e i pensieri liberi di scorrazzare nei pascoli mentali. nella vasca da bagno è bello rilassarsi: sento il corpo che si ammorbidisce, che la pelle si leviga. c’è un che di erotico a livello di sensazione fisica e mentale. non c’è nulla di cui vergognarsi: la nostra mente quando vaga può andare dove vuole e rimanere fissata su sensazioni o immagini libere da ogni regola.
per cena mi preparerò del pollo saltato in padella e come contorno piselli con dadini di prosciutto e cipolla. con il cibo proseguo “l’andant erotique” che ho iniziato nell’acqua calda.
già, l’acqua che ci circonda nel grembo materno e continua ad accompagnarci lungo il corso della nostra vita. un richiamo alla pre-esistenza che a volte sento molto forte dentro di me. un ritorno a quel grembo materno che fu per nove mesi la mia casa.
la casa è dove batte il cuore, lontana o vicina che sia. è questo che penso.

ps. finisco il terzo episodio del film dell’orrore che ho iniziato ieri sera. mai lasciare una cosa a metà, neh?

come in un film

forse non tutti sanno che mi piacciono i film dell’orrore. a guardarli mi rilasso e ieri sera è successa la stessa cosa. ho visto un film coreano diviso in tre episodi. in realtà ne ho visti due perchè all’inizio del terzo sono crollato dal sonno.
una volta nel letto mi sono addormentato subito, senza accorgermene. sono scivolato all’interno di un sogno vivido, dalle impressioni realistiche, vivido come un ricordo delle vacanze estive.
ero ai bordi di una piscina all’interno di una villa. c’era tanta gente che rideva e si divertiva. facevo vedere agli amici le foto che avevo fatto durante una passeggiata a milano. la scena è cambiata all’improvviso e mi sono trovato seduto ad un tavolo a giocare a carte. la partita non l’ho finita perchè la padrona di casa all’improvviso decide di raccogliere le carte e liberare il tavolo. stavo bene ed ero felice. sereno e contento di essere me stesso.
quando la sveglia è suonata ho provato una sensazione di sorriso interiore e ho pensato “che bello”

per la cronaca il problema alla gengiva non è a causa di un ascesso ma di una infiammazione alla radice dell’ultimo molare. una settimana di antibiotici e dovrebbe passare. in caso contrario… zac! si inciderà la gengiva.
il preludio per un’altra scena da film dell’orrore