caffè dolce e caffè amaro

mentre guido la punto diretto al lavoro sullo schermo dell’iphone compare un messaggio di emme:

“certo che iniziare una giornata così…” seguito da uno smile.

si, iniziare una giornata così è davvero figo.

ci svegliamo con gambe e braccia che si toccano incrociandosi. la luce dell’alba filtra dalla finestra e cade dove prima, di notte, lampeggiava l’insegna luminosa del kebabbaro.

l’iphone si accende e le note di un pianoforte lontano riempiono il silenzio della camera da letto.

ci si sorride e ci si dà il buongiorno, con gli occhi ancora pieni di sonno. è bello stiracchiarsi come i gatti e sentire la pelle che sfiora la pelle.

la macchinetta del caffè è pronta e in pochi minuti comincia a borbottare sorniona. ci si siede al tavolo e lo sorseggiamo piano. non c’è bisogno di dire tante parole: bastano gli sguardi.

un bacio, una carezza, un “buona giornata” detto sul pianerottolo e la porta che si chiude mentre emme scende le scale.

così, giro per arcadia a controllare che tutto sia a posto prima di uscire. la differenza rispetto alle altre mattine si vede: sono le tracce che emme ha lasciato con la sua presenza.

ris108161826.jpgpondo al messaggio e nella mente si forma un’immagine: una “highway” come tante viste al cinema; una linea bianca tratteggiata a dividere le corsie; le montagne color arancione sullo sfondo, la strada si congiunge alla base delle montagne all’orizzonte e i tratti per effetto della prospettiva si accorciano e si avvicinano fino a diventare una linea continua.