la mia vita con tom e con emme

siamo appoggiati sulla ringhiera del balcone a fumare una sigaretta dopo cena. la strada è deserta e i pochi avventori del bar chiacchierano a bassa voce sul marciapiede senza disturbare. nell’aria si respira tranquillità e pace.

guardo emme mentre inspira il fumo accendendo di arancione la cenere al fondo della cicca. espelle il fumo verso l’alto e con lo sguardo seguo le volute di fumo che si illuminano alla luce del lampione.

le accarezzo i capelli e sorrido. lei ricambia scoprendo il bianco dei denti. nel suo sguardo brilla un lampo fugace di felicità

la cena improvvisata ci  ha saziato e il vino ha portato quel dolce torpore della mente che aiuta a sentirsi meno inibiti

tom è di la nella sua cuccia  a dormire beato. le sue setole quantiche hanno captato il mio benessere di questi ultimi  giorni. tutte le volte che l’ho visto gironzolare per casa o addormentarsi sul mio addome mi è sembrato che sorridesse. come solo i ricci sanno fare.

questa sera non si è fatto vedere, ci ha lasciati soli a parlare e riconoscersi l’uno nell’altra. lo ringrazierò con una doppia razione di cracker che gli farò trovare davanti alla porta della cuccia.

intanto io ed emme parliamo come se ci conoscessimo da tanto tempo. mi piace come parla e come mi ascolta. non mi sentivo così tranquillo da anni.

un brivido di freddo mi corre lungo la schiena. le accarezzo di nuovo i capelli e poi le spalle nude.

“Andiamo a bere qualcosa?”

“Si mi piacerebbe”

“Birra?”

“Birra”

controllo casa prima di uscire, che tutto sia a posto e in ordine. i due cracker sono al loro posto per tom. chiudo la porta e offro il mio braccio ad emme

“Shall we?”

“Of course!”