sushi a colazione

la casa è vuota. nessun rumore, neanche quello delle tende che si muovono. da fuori arrivano le voci dei carpentieri che stano costruendo una palazzina, l’ennesima di tante.

hanno lasciato tutto lì, senza pensarci.

sul tavolo in cucina i piatti con i resti del sushi. le bottigliette di soia sono messe una vicina all’altra. le bacchette posate parallele sopra i piatti. la vaschetta di plastica ormai vuota posata in un angolo della cucina.la bottiglia di vino bianco è rimasta stappata. il suo aroma si perderà,

il letto è sfatto. i cuscini sono uno vicino all’altro, sovrapposti. hanno ancora la forma delle loro teste che hanno dormito vicino, l’uno all’altra, mischiando il loro respiro. il piumone è abbandonato ai piedi del letto. quando hanno fatto l’amore lo hanno spostato con i piedi, per sentirsi liberi e spudorati nella loro fisicità.

in bagno c’è uno spazzolino fuori posto e il tubetto di dentifricio ancora aperto. un pò di pasta è caduta sul bordo del lavandino e nessuno dei due se ne è accorto. l’asciugamano è appoggiato al suo sostegno, ancora umido.

in salotto sul tavolino al centro ci sono le due tazzine di caffè e la scatola di biscotti aperta. sul fondo di una tazzina è rimasto dello zucchero. i cucchiaini sono appoggiati sul tavolino: si vedono le due macchie nocciola sotto di loro.

sono usciti all’ultimo momento, incapaci di capire che il tempo era trascorso più veloce di sempre, ancora ebbri di felicità e di passione.

dove saranno adesso?