open books against the world

quando due libri aperti si incontrano sanno riconoscersi al volo, d’istinto. non c’è bisogno di tanto tempo per capire che di fronte si ha una persona simile, dall’anima parallela alla tua.

le pagine sono sfogliate a vicenda, senza vergogna o dubbi inutili. ci si capisce al volo ed è come se ci conoscesse da molto tempo.

non c’è un indice o un sommario da seguire con il dito indice. è tutto scritto all’interno dei libri, che si lasciano leggere come se fossero trasparenti.

c’è di più: quando i libri aperti si leggono a vicenda pensavo che quello che tanno leggendo lo avrebbero potuto scrivere di loro stessi. come è possibile? non si sa. c’è bisogno di una risposta? no, assolutamente no.

basta che i libri aperti rimangano tali, convinti nella  loro splendida atipicità.

(colonna sonora: the interrupters – she got arrested)

the time machine

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mi piace scrivere e parlare del tempo e del suo scorrere. è un argomento che mi ha sempre affascinato sin da bambino. solo a pensare che se viaggiassi alla velocità della luce il mio tempo si fermerebbe mi porta a fantasticare di viaggi spaziali, di galassie da scoprire, da mondi da visitare, di civiltà extraterrestri da conoscere.

nel romanzo di h. g. wells “la macchina del tempo” il protagonista viaggia nel passato e nel futuro a bordo di una sua invenzione che alla fine si rivela essere catastrofica. il tempo passato non si può e non si deve cambiare; il tempo futuro è solo una versione tra infinite possibili. come di fronte ad un lago ghiacciato è meglio rimanere sulla sponda per non fare una brutta fine.

quindi, non preoccupiamoci del passato e del futuro. viviamo il nostro presente senza meravigliarci se il tempo scorre veloce quando si è in ottima compagnia, bevendo birra, chiacchierando e ridendo senza ritegno.

e l’eco delle risate risuona ancora