tra il non dire e il non fare non c’è di mezzo il mare

dopo che il real ha strapazzato l’atletico di madrid mi siedo al computer a scrivere di questa giornata.

innanzitutto il freddo che abbiamo avuto in ufficio. le dita erano rigide e le gambe mi facevano male. mi sono messo il giubbotto addosso per scaldarmi un po’. il riscaldamento è stato acceso un’ora prima che uscissimo. non il massimo ma sempre meglio che niente.

una collega mi aveva chiesto un aiuto venerdi, poco prima che uscissi, per aiutarla ad incrociare i dati di due fogli elettronici. sono ritenuto un guru dei tabelloni per cui ogni giorno ricevo richieste di aiuto o di favori. spesso si tratta di aiutini che non portano via tempo e che sbrigo in fretta. a volte, come in questo caso, ci devo ragionare su e la soluzione non è immediata.

una volta ottenuto il risultato ho contattato la collega e le ho mandato via mail i file aggiornati. nessuna risposta. vanno ben? funzionano? era quello che voleva? boh. domani chiederò, giusto per curiosità. ognuno è libero di fare come vuole, ma il non rispondere mi lascia sempre perplesso.

secondo non-fatto di oggi è la cena alla quale il mio battista mi ha invitato la scorsa settimana. oggi non ho ricevuto telefonate nè messaggi in proposito. sono uscito senza conferme o disdette. mi sono comprato un filetto di trota salmonata che mi sono cucinato dopo l’allenamento, con sommo piacere delle mie papille gustative.

ecco quindi un altro caso di non-detto. per fortuna conosco il collega per cui so che ci sono sempre ampi margini di incertezza e non me la sono affatto presa. a dirla tutta mi ha fatto un favore.

mentre correvo ho messo assieme i due fatti e mi sono ripromesso di essere sempre aperto, da buon libro quale sono, ed evitare di non dire o non comunicare. anche adesso che mi sto dedicando a me stesso più di prima.

questo il succo della giornata. ora vado a letto e leggo il libro della cerimonia del tè. se in autunno il corso di giapponese all’università popolare ci sarà di nuovo sarò in prima fila. mi porto anche le bacchette di legno: metti che dopo la lezione si vada a mangiare il sushi….

(colonna sonora: saint germain – boulevard)