la mia vita con tom (continua)

adesso ci siamo. tom, il riccio magico ospite a casa mia, ha imparato a giocare a calcio. si, avete letto bene: sa giocare a pallone, a suo modo ovviamente.

tutto è iniziato per caso due sere fa a cena. ero a tavola a mangiare con tom di fianco a me che sgranocchiava il suo cracker quando ho fatto una pallina con la carta stagnola che avevo usato per coprire un piatto in frigo. senza accorgermene ho iniziato a rollare la pallina fino a darle una forma sferica. l’ho colpita ed ha iniziato a scorrere verso il bordo del tavolo, passando davanti al musino di tom che l’ha seguita fino a quando non è rimbalzata sulla sedia per finire sotto il tavolo

puff! tom è sparito all’istante e me lo sono ritrovato tra i piedi, sul pavimento. ho spostato piano la sedia all’indietro per vedere meglio:tom stava annusando la pallina argentata con circospezione. all’improvviso con il musetto gli ha dato un colpo leggero e lapplina si è mossa. l’ha raggiunta con i suoi passetti leggeri e gli ha dato un secondo colpetto.

cazzo, gli piace! ho pensato e tutto sorridente mi sono inginocchiato a terra.

mi sono messo davanti a tom con la pallina in mezzo e ho dato un colpetto spostando la sfera verso di lui. non so se ha sorriso ma ho colto un lampo negli occhietti color rubino. si è mosso lesto in avanti e ha colpito la pallina verso di me.

è iniziato uno scambio di tocchetti dove tom ed io ci siamo dilettati in tiri rettilinei, curvi e alla fine persino un tiro a rimbalzo.

mi sono lasciato prendere dalla foga e ho fatto un tiro più forte che gli è passato di fianco senza che riuscisse ad intercettarlo.

goool, vit 1 tom 0, ho detto. tom mi ha guardato, credo indispettito, ha iniziato a vibrare e… puff! è sparito. l’ho sentito ricomparire in camera da letto e ticchettare sul palchetto. si è chiuso nella cuccia e ha sollevato la porta a levatoio. di sicuro si è offeso per la mia reazione.

così ho scoperto che tom non è cosi sportivo come uno si aspetterebbe da un riccio magico.

e mentre lavavo i piatti mi chiedevo se durante i suoi salti quantici il tempo per tom si ferma o si muove in qualche direzione. per me, sulla terra, è veloce come un battito di ciglia. per lui? non lo s proprio. potrebbe essere immediato come lunghissimo. passerà da mondi nuovi o da scorciatoie buie. chi lo sa.

ciò che so è che il tempo con tom passa veloce. ogni secondo è una scoperta e la sua presenza mi rallegra. quando tom non c’è lo aspetto, fiducioso che sta bene e che è impegnato nelle sue scorribande temporali.

 

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Autore: Vittorio

Torinese da sempre. Aperto e libero pensatore. Allegro e introspettivo. Se mi mettete davanti un boccale di birra e vi sedete a chiacchierare tiriamo fino a notte fonda. Sono nato nel 1964, l'anno del boom economico. Amo la musica che mi fa stare bene. Guardo all'arte moderna come fonte di ispirazione. Cerco nei libri le risposte alle domande che devo ancora fare

12 thoughts on “la mia vita con tom (continua)”

  1. … E se anche noi fossimo impegnati qui e ora e, nello stesso tempo, in “scorribande temporali” come Tom, in universi paralleli…? 🙂

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      1. sono tifoso.
        andavo allo stadio da ragazzo, grazie al fatto che abitavo li vicino.
        ora guardo la tv o ascolto la radio
        sono un tifoso che interiorizza gioie e dolori. in compagnia mi lascio andare di più.

        Liked by 1 persona

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