non ho studiato: c’è stata l’invasione delle cavallette

venerdi 3 marzo 2017, mattino

ebbene si, la recita delle pagelle è terminata. il mio capo mi ha chiamato in separata sede per consegnarmi i risultati finali legati agli obiettivi dell’anno precedente.

in sintesi ad ogni inizio anno ci vine richiesto di formulare degli obiettivi lavorativi da raggiungere entro il termine dell’anno. un pò come a bridge quando si fanno le dichiarazioni di presa o come quando si scommette sull’andamento di un future o di un’azione.

in base al raggiungimento degli obiettivi e al modo con cui si è agito, ci viene elargito un premio “una tantum” proporzionato e calmierato.

dato che la legge è questa ci tocca accettarla e rispettarla. da quando lo stipendio base è stato ridotto per trasformarlo in una retribuzione ad incentivi se vogliamo guadagnare qualcosa in più non abbiamo molte scelte. quindi, se non puoi sconfiggere il tuo nemico puoi sempre alleartici.

venendo ad oggi, sapevo già che il mio risultato sarebbe stato nella media, che tradotto in voto scolastico sarebbe “appena sufficiente”. quest’anno passato ho avuto altro a cui pensare e sono contento di aver dedicato tempo ed energie a me stesso e a ricostruire la mia vita partendo dal disastro in cui si era trasformata.

il mio capo mi ha detto che devo essere più diplomatico quando mi esprimo. per risposta gli ho fatto vedere il foglio bianco che avevo davanti a me: io sono fatto così, gli ho detto, . sono il più esperto e ho il dovere di esserlo.

il momento di ricostruzione personale non è terminato. procede a grandi passi, con delle ricadute ogni tanto che una volta superate diventano nuovo carburante per ripartire di slancio. detto tra noi, è più importante una pagella finta o una vita da vivere?

dedicato a tutte quelle persone che ho visto sfiorire qua dentro

 

 

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Autore: Vittorio

Torinese da sempre. Aperto e libero pensatore. Allegro e introspettivo. Se mi mettete davanti un boccale di birra e vi sedete a chiacchierare tiriamo fino a notte fonda. Sono nato nel 1964, l'anno del boom economico. Amo la musica che mi fa stare bene. Guardo all'arte moderna come fonte di ispirazione. Cerco nei libri le risposte alle domande che devo ancora fare

8 thoughts on “non ho studiato: c’è stata l’invasione delle cavallette”

  1. Penso che la vita personale debba avere priorità un uomo o donna gratificato nel loro animo producono molto di più…step by step…ina volta fioriti anche il contesto rifiorira’ perché molto dipende dall’energia interiore.Ognuno a suo modo
    ..i fogli bianchi spesso dicono di più di quelli fremito di inutili parole.💙

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  2. Niente di ciò che viviamo è fuori del nostro compimento, anche il lavoro lo è e lo è nell’ ordine in cui il nostro esserci è un mettersi in gioco con tutte le nostre potenzialità. Il tuo esser uomo nuovo , non mette fuori niente , tutta la realtà è dentro. Ciao e buona serata Vit.

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    1. Il mio esser nuovo, come dici tu, mi da forza e convinzione. Sparisce il timore di offendere o di essere incompresi per lasciare posto alla concretezza e coesione. Vedo lontano ora e mi piace. Mi piaccio di più di prima.
      Buona serata Anna 😊

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