che dormita stanotte

Venerdi 30 dicembre 2016. mattino.

Il prezzemolo l’ho comprato fresco. Un bel mazzo per fare il famoso bagnetto verde. Lo userò come letto per le acciughe servite su delle tartine di pane fatto abbrustolire in padella. Un antipasto tipico piemontese, di quelli che se vengono bene danno un giro in più al menù.

Mi sono alzato con male alla chiappa destra. È la conseguenza della scalata di ieri mattina al monte musinè. Per fortuna mia e della chiappa l’ho fatta con calma, in compagnia della runner che conosceva il percorso. Lo sforzo non ci ha impedito di parlare per le due ore spese a salire e scendere. Una chiacchierata aperta e franca che per una volta ha toccato argomenti personali e non i soliti risultati di gare del passato o iscrizioni a quelle future. Penso che con il tempo e strato dopo strato la runner si farà conoscere per quello che davvero è. Io, dal mio lato, essendo un libro aperto non ho strati da rivelare. Con me si gioca facile.

Arrivati in cima le ho proposto di farci una foto a petto nudo per dimostrare quanto siamo tosri. Ha subito accettato e il leprotto, che tremava di freddo, ci ha immortalati al grido di siete dei pazzi. Chiodo, l’altro amico, ci guardava stralunato e rideva allo stesso tempo.

Sembri serio ma sai come divertirti, mi ha detto la runner scendendo.

Per non restare a casa a dormire nel pomeriggio sono andato in centro a fare una passeggiata e provare un caffè con panna in un bar nuovo. Test negativo. Il caffè lo fa meglio il cinese del bar sotto casa

come si dirà buon anno in cinese?

La fine dell’anno è vicina. Comincio a sentirla perché questo 2016 deve finire una volta per tutte. Come un naufrago in una tempesta ho avuto dei periodi in cui sbattevo da una parte e dall’altra senza trovare un appiglio per controllare la mia vita. Passato attraverso momenti di esaltazione e altri di depressione profonda sono approdato su un’isola di tranquillità che non si trova sulle mappe dove mi sdraio a guardare il cielo e le nuvole-pensiero che passano veloci.

Non farò liste di buoni propositi per il nuovo anno né un elenco di cose da fare o vedere. Voglio che sia un anno vissuto giorno per giorno, anche improvvisato.

Dice la runner: faccio quello che mi piace.