Mothership

Sabato 24 dicembre 2016. notte.

Dopo l’immersione nel centro di milano di ieri pomeriggio perché privarsi di un secondo giro questa volta a torino?

Prendo e parto che sono già le cinque di pomeriggio. Non so bene cosa andrò a cercare e mi basta uscire per non stare in casa la vigilia di natale.

Faccio un salto indietro di qualche giorno, a domenica sera scorsa. Sono andato a trovare l’ex moglie per farmi dare im miei oggetti che erano stati messi in cassetta di sicurezza. L’abbiamo aperta perché non servirà più visto che se ne andrà per sempre. Tra le tante cose ho trovato un vecchio orologio, di quelli a carica manuale e le lancette dorate. Me ne ero dimenticato ed è stato bello ritrovarlo. L’ho messo in borsa subito e una volta a casa l’ho appoggiato sul comò in camera da letto…

prima di spegnere la luce vedo l’orologio e lo metto al polso per rompere lo schema che mi vede non indossare orologi. Contento come un bambino sono uscito con la polso la sensazione morbida e calda del cinturino di pelle.

Torino è una città grande ma è anche a suo modo piccola. Basta niente per incontrare amici al bar o lungo la strada mentre passeggi indolente. Ci si ferma a scambiare due parole o a prendere un caffè come se non ci si vedesse da mesi. Alla fine ci si saluta e ognuno va per la propria strada pensando “ma guarda che combinazione…”

colonna sonora sono i led zeppelin sparati a pacco per sovrastare il rumore della strada e della gente che corre alla ricerca del regalo last minute. Volete sapere una cosa? Ho comprato anch’io qualcosa: un frullatore rosso da mettere in cucina sotto il pensile rosso. L’avevo adocchiato ieri e oggi l’ho visto in vetrina scontato. Sconto last minute, tiè

ma il ricordo più bello di oggi è quello di un signore che fermo al semaforo di piazza castello mi chiama. Scusi signore, mi fa. Le dispiacerebbe aiutarmi ad attraversare la strada? Mi avvicino subito e lui mi tende il gomito, abituato a farsi aiutare. Guardia mo a sinistra e poi a destra. Non ci sono macchine in vista e attraversiamo anche se è rosso. Mi dice: se i vigili ci vedono ci fanno la multa. E io: se multassero i pedoni che passano con il rosso sarei fatto. Si lascia andare ad una bella risata e mette il piede sul marciapiede . Mi ringrazia e mi fa gli auguri di buon natale.

Mi sono sentito su di una nuvola, con il pensiero che andava ovunque.

Fare del bene fa bene

Autore:

Torinese da sempre. Aperto e libero pensatore. Allegro e introspettivo. Se mi mettete davanti un boccale di birra e vi sedete a chiacchierare tiriamo fino a notte fonda. Sono nato nel 1964, l'anno del boom economico. Amo la musica che mi fa stare bene. Guardo all'arte moderna come fonte di ispirazione. Cerco nei libri le risposte alle domande che devo ancora fare

4 pensieri riguardo “Mothership

  1. A me ha fatto piacere aiutare quel signore ad attraversare la strada. Un giorno potrebbe accadere a me di avere bisogno e cercare aiuto.
    Ho la convinzione che se tutti facessimo un bene piccolo otterremmo un bene infinito.
    Anni fa ho detto ad una persona ti voglio bene. Mi ha risposto male e ci sono rimasto male. Ma le ho voluto bene lo stesso

    Piace a 1 persona

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