gospel against the machine

Lunedi 19 dicembre, mattina

Ieri sera mi sono addormentato nella repubblica del divano mentre guardavo il basket sul computer. Non ce l’ho fatta a stare su: crollato come una pera cotta, sono solo riuscito a trascinarmi nel letto a fatica. Eppure una volta vorrei dormire tutta la notte in questa giovane repubblica, così per vedere come si sta di notte. A me pare che sia un posto tranquillo.

la gara di domenica è andata bene, meglio del previsto. Come al solito la voglia di correre non c’era visto che si era sottozero. Il clima festaiolo mi deprime e solo quando ho sentito lo sparo dello start qualcosa si è mosso dentro. Assieme a marco, che correva piano per via di un infortunio, mi sono lanciato sul percorso tortuoso che ricorda un serpente gigante che si muove lento e sinuoso attorno al complesso industriale e le sue colonne che puntano al cielo come razzi sovietici degli anni 50.

Brunch a fine gara. Ora ci siamo: si mangia e si beve. Ci raduniamo tutti attorno ad una panchina imbandita alla meglio e festeggiamo assieme la fine delle gare di quest’anno e soprattutto l’inizio di un meritato periodo di riposo. Foto di rito con dito medio alzato per gli assenti e andiamo a casa. Lady pink mi da un passaggio. O meglio, mi fa guidare la sua macchina mentre lei si gode il sole sul sedile del passeggero. Mi sento bene, rilassato.

Pomeriggio incentro a prendere freddo ai piedi e a scaldare l’anima ascoltando il coro gospel che si esibisce sul palco per beneficienza. Mi posiziono sotto il palco, dove posso vedere bene i cantanti e leggere sul loro viso il piacere del cantare, del sentirsi allo stesso tempo uno e molti. Avevo sentito questo coro in estate e non mi aveva colpito come ieri pomeriggio. Sarà stato il momento, l’atmosfera della piazza col sole che scende dietro i tetti centenari, ma dentro di me vibrava qualcosa al punto che un paio di volte ho sentito gli occhi diventare umidi per l’emozione. Di certo non era l’aria fredda.

Alla fermata del tram metto le cuffiette. Dopo una overdose di spiritual e soul ci vuole qualcosa di opposto. Rage against the machine, con il loro sound pesante è quello che ci vuole. Sento che nel sangue gli zuccheri scendono ed è una bella sensazione, energetica. Con buona pace dello spirito natalizio.