trote diem

Martedi 13 dicembre 2016, sera.

Giornata dedicata al riposo mentale, con nessuna voglia di impegnarmi a risolvere problemi o a discutere questioni lavorative. Il tempo è scivolato via liscio, senza increspature. A volte ci vuole un periodo di stand-by per recuperare le forze fisiche. Queste ultime sono finite domenica con l’ultima mezza maratona stagionale. Quelle mentali, già da tempo sono in riserva.

Niente di meglio, quindi, che definire questa settimana la settimana del carica batterie. La mia intenzione è di fare niente di particolare, di rimanere in stato di beato distacco e di prendere ciò che di bello la giornata porta con sé: dal caffè in compagnia con ladypink alla chiacchierata con un collega ventennale. Tutto sta nell’apprezzare le piccole cose e farle proprie.

Nessun allenamento in programma nonostante la runner mi scriva alle sette di mattina per incitarmi. No, non serve a niente. Se ho deciso di dare riposo al fisico e alla mente è così che deve essere. Non sto scappando né mi sto nascondendo: ho solo voglia di guardarmi alla specchio e vedere un viso sorridente e rilassato.

Lancia libera mi ha fatto sorridere stamattina quando ha tratteggiato una sintesi della donna perfetta per me. L’ha definita bingo! Io l’ho definita il colpaccio, così ha riso anche lei. Poco meno di un anno fa con lancia libera iniziava uno scambio di messaggi vocali e scritti che tuttora prosegue senza un momento di banalità. Grazie a lei ho affrontato un periodo negativo della mia vita e sempre grazie a lei ho cominciato a fare chiarezza su me stesso. Con le parole e i modi giusti mi ha dato molti spunti di riflessione che ho assimilato ed elaborato giorno dopo giorno. Onestà intellettuale, dicevamo ieri. Lancia libera ne è la quintessenza. Credetemi.

Mentre i blues brothers mi fanno da colonna sonora mi chiedo cosa mi riserva il futuro. Se do retta all’oroscopo ogni giorni è potenzialmente un giorno da fuochi artificiali. La verità è che non lo so. So leggere le carte ma non è lo stesso che essere capaci di viaggiare nel futuro. Sarebbe davvero così utile? O sarebbe meglio rimanere come siamo adesso, ancorati nel presente?